6 Mag 2019

5 MAGGIO – GIORNATA INTERNAZIONALE DELL’OSTETRICA – ANNO 2019

Le ostetriche nel mondo in difesa dei diritti riproduttivi delle donne: essere  accanto alla donna o meglio “con e per le donne”, sempre al loro al fianco.

Auspicabile in Italia  un loro maggior ed appropriato investimento a favore delle salute delle donne, dei loro bambini e delle famiglie.

Torna puntuale anche quest’anno la Giornata internazionale dell’ostetrica  che si celebra il 5 maggio; tale appuntamento di risonanza mondiale pone al centro dell’attenzione il valore sociale e sanitario dell’ostetrica nel mondo, nonché  il suo ruolo chiave nella tutela e nella promozione della salute riproduttiva della donna in tutto il suo ciclo vitale.  Nelle Scienze Ostetriche (Midwifery)  un riadattamento  della definizione antropologica del ciclo vitale-riproduttivo  della donna porta a tale affermazione: la vita della donna è ritmata da un succedersi di fasi, di eventi, di esperienze che ne determinano una costante evoluzione e uno sviluppo da un punto di vista bio-fisico, psicologico-emozionale, socio-relazionale e valoriale  Queste tappe  o eventi/fenomeni si identificano  nella fase preconcezionale, nel concepimento, nel periodo embrionale e fetale, nella gravidanza, nel parto e nel puerperio, nella maternità, nel periodo della fertilità ed in quella post-fertile.

“Con questa giornata,  SYRIO –  Società Italiana di Scienze Ostetrico-Ginecologico-neonatali-Syrio,– coglie l’occasione per valorizzare e ricordare il forte impegno quotidiano delle circa 20.000 ostetriche  italiane, le quali per competenza, responsabilità ed ambito disciplinare si occupano della tutela e della promozione della salute riproduttiva della donna nell’arco del suo ciclo vitale. Il tema lanciato dalla Confederazione Internazionale delle Ostetriche (ICM) per celebrare la giornata – anno 2019  è il seguente  “Le ostetriche  in difesa dei diritti delle donne” – “Midwivers: defenders of women’s rights. Come sottolineato da Franka Cadée  Presidente ICM, e da  Sally Pairman  ICM Chief Executive,  questo motto è in sintonia con gli orientamenti inclusi nel documento  “Linee strategiche  ICM 2017-2020:  come qualità, equità, leadership”. Nello specifico il secondo orientamento  così recita:  “Le Ostetriche difendono i  diritti delle donne” . E’ significativo evidenziare pertanto  il ruolo centrale che le ostetriche rivestono,  nelle loro comunità e nei paesi in cui esercitano la professione,  nella protezione dei diritti delle donne, delle ragazze garantendo loro di poterli esercitare pienamente, in particolare quelli associati alla salute riproduttiva e sessuale.

Il codice etico internazionale della Confederazione Internazionale delle Ostetriche (ICM) adottato nel 2008 e riconfermato nel 2014, inoltre recita: “Le ostetriche comprendono le conseguenze avverse che le violazioni etiche e dei diritti umani hanno sulla salute delle donne e dei bambini, e si impegnano ad eliminare tali violazioni, mettendo in luce l’importanza del rispetto della sfera personale della donna nel percorso nascita.

Attraverso la letteratura scientifica più accreditata – è riscontrabile il ruolo fondamentale della professione ostetrica nel garantire nel percorso nascita cure di qualità (appropriate, efficaci, sicure, eque, ecc ) in rispondenza alle più autorevoli linee guida internazionali nell’ambito della gestione della gravidanza, del parto e del puerperio. In letteratura è riportato anche il ruolo fondamentale della professione ostetrica nella promozione del benessere della persona e degli stili di vita sani, nella   tutela della fisiologia dei processi riproduttivi, nel fornire sostegno, supporto e la continuità delle cure, nel favorire l’empowerment della donne e la tutela dei diritti delle madri e dei loro bambini.

L’ ostetrica, nel mondo è considerata la caregiver più appropriata per le donne per i loro figli e per le loro famiglie, nonché garante della difesa dei loro diritti umani e che si riconosce nelle/nei seguenti azioni/interventi, approcci di cura/assistenza:

  • Rispetto della persona assistita della sua dignità, intimità,  riservatezza; cortesia ed umanità;
  • Riconoscere una effettiva parità per quanto riguarda le differenze culturali, nazionalità, religione, condizione economica, lingua;
  • Accompagnare  con competenza la donna per tutto il suo ciclo vitale – riproduttivo.
  • Assicurare  interventi di promozione e tutela della salute bio-psico-sociale attraverso l’informazione ed educazione;
  • Promuovere l’empowerment (autodeterminazione) nella donna e la consapevolezza della maternità/paternità  sviluppando le competenze materne/genitoriali
  • Favorire/sostenere l’attaccamento materno attraverso interventi appropriati (pre-intra-postpartum)
  • Vigilare sulla salute bio-psico- sociale ed individuare  le anomalie (sorveglianza dello stato di salute e delle modificazioni fisiologiche materne e neonatali);
  • Garantire  un sostegno/supporto continuo (relazione di aiuto – ascolto – empatia) al fine di favorire la capacità d’adattamento della donna ai diversi mutamento legati alle fasi del ciclo vitale riproduttivo
  • Sostenere  la donna nel processo decisionale in merito alle scelte sulla salute ed accudimento del neonato (ruolo attivo)
  • Riguardo  alla partoriente: garantire il bisogno di benessere psico-fisico della donna e del bambino durante il parto; favorire la libertà di scelta da parte della donna circa i luoghi ove partorire e le modalità con cui tale evento debba svolgersi perché la maternità possa essere vissuta fin dall’inizio della gravidanza, come fatto naturale; garantire un’assistenza one to one e continua;  fruire della presenza di  una persona di fiducia ed  ad avere vicino il proprio figlio.

Solo recentemente è stato introdotto il concetto di Respectful Maternity Care (RMC), ovvero Assistenza alla Maternità Rispettosa, inteso non solo come componente cruciale della qualità dell’assistenza ma anche come diritto umano, già discusso a Fortaleza, Brasile in occasione dell’International Conference on the Humanization of Childbirth e ulteriormente sancito nella Dichiarazione Universale sulla bioetica e i diritti umani (2005). Nel 2014 l’OMS ha rilasciato una dichiarazione ovvero “ogni donna ha diritto al più alto standard di salute raggiungibile, incluso il diritto a cure dignitose e rispettose durante la gravidanza e il parto”. L’OMS è da sempre in prima fila per migliorare la qualità dell’assistenza per madri e neonati nelle strutture sanitarie, pubblicando raccomandazioni sempre aggiornate.

Oggi l’ostetrica italiana è una professionista sanitaria, abilitata ad esercitare in area ostetrica, ginecologica e neonatale dopo superamento di un Esame di Stato al termine del corso di Laurea in Ostetricia. Attualmente il gruppo professionale è occupato   presso ospedali pubblici  e servizi territoriali ; una quota molto più esigua esercita invece, la libera professione. Inoltre, molte professioniste sono impegnate nelle università, nella formazione delle future ostetriche come docenti o come tutor clinici presso le sedi di  tirocinio identificate dal piano di studi .

Permane purtroppo nella realtà italiana un inappropriato investimento delle ostetriche in ambito neonatale e ginecologico, nonostante questa figura professionale abbia acquisito le competenze teorico-pratiche durante un percorso di studi triennale dedicato alla “salute di genere riproduttiva e del neonato”  e perfezionate attraverso la formazione continua.

Questa gestione non appropriata delle ostetriche nel mercato del lavoro fa emergere il problema della disoccupazione  tra le neolaureate di cui solo il 53%  (71% valore medio  delle 22 professioni quale ultimo dato del 2016, Fonte Alma Laurea!) oggi trova lavoro a distanza di un anno, fenomeno presente in questi ultimi due lustri seppur i dati recenti siano più confortanti (60% nel 2007, 38% nel 2012, 44% nel 2015 – fonte Alma Laurea)  .

Fatto paradossale se si considera che questo profilo, rispetto alle 22 professioni sanitarie è al 4° posto per interesse da parte delle giovani generazioni al femminile. (rapporto di 1 posto/7,5 domande)!

Per concludere, come affermato da ICM  il 5 maggio PER LE OSTETRICHE è un’occasione per:

INFORMARE  l’intera società civile che sono fondamentali per ridurre la morbilità e la mortalità materna e neonatale per  e contrastare la violenza di genere.

CELEBRARE l’ affermazione delle ostetriche  nella società e il loro contributo nel miglioramento degli esiti di salute sessuale, riproduttiva, materna e neonatale.

MOTIVARE i responsabili delle politiche socio-sanitarie ad investire di più   ed in modo appropriato sulle risorse ostetriche riconoscendone il ruolo e le competenze distintive, garanti di un’assistenza di qualità e sicura in ambito ostetrico-ginecologico e neonatale.

Quindi questa giornata rappresenta  anche per le ostetriche italiane un’occasione  per ricordare alle donne, alle istituzioni socio-sanitarie agli organi di governo la loro mission: essere  accanto alla donna o meglio “con e per le donne”, sempre al loro al fianco.

Miriam Guana

Presidente Syrio