26 Nov 2015

SYRIO CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

 

no alla violenza contro le donne SYRIO

 

Syrio – Società italiana di Scienze Ostetrico-Ginecologico-Neonatali

GIORNATA MONDIALE CONTRO LA VIOLENZA ALLE DONNE –  .. “Le ostetriche da sempre e per sempre in difesa delle donne e delle bambine. No ad ogni forma di violenza.”

La preziosa arte della maieutica, così citata da Socrate,  ha un’origine che si perde nella notte dei tempi- La maia, l’obstetrics medicae, la matrona, la levatrice, la commare, la sage-femme, la ricoglitrice, come è stata via via denominata  l’ostetrica,   per secoli è stata l’unica custode della vita femminile.  Possedeva qualità che gli altri “guaritori” non avevano: la compassione per le altre donne, conosceva e comprendeva le loro sofferenze ed era pronta a rischiare molto per alleviarle. Accorreva nelle case a portare soccorso in caso di malattia o di disgrazia, nei parti, in tutti i momenti cioè di rischio e di pericolo per la donna, il bambino e la famiglia.

Questa tradizione di essere accanto alla donna “come custode della sua vita e della sua salute” è sempre presente anche nelle ostetriche di oggi educate  durante il loro training universitario ad acquisire competenze teorico-pratiche e relazionali  adeguate nella gestione  di problemi di salute legati a  fenomeni di violenza femminile  nelle sue diverse manifestazioni: fisica, sessuale, psicologica, verbale, materiale, imposizione di relazioni deprivanti, umilianti e/o destrutturanti, isolamento, screditamento, ecc.

Questo  Fenomeno non è così infrequente  anche  nelle donne in gravidanza ed esso   assume un particolare rilievo in quanto le persone offese sono due: la gestante ed il feto. E’ noto che esiste una relazione tra violenza in gravidanza e rischio di abuso sui figli: il partner che abusa della madre ha probabilità di avere un comportamento violento con i figli in una percentuale che oscilla tra il 40% ed il 60% .

La  violenza domestica e sessuale  contro le donne e le bambine  è riconosciuto un problema di salute pubblica mondiale  ed ha ricevuto una sempre maggiore attenzione da parte di prestigiosi organismi internazionali, che hanno contribuito a riconoscerne le drammatiche conseguenze sulla salute  di genere.  Le  ostetriche nel mondo si trovano in prima linea nell’affrontare secondo un approccio olistico, i  i bisogni di salute  di donne maltrattare e abusate.  Anche in Italia  secondo i dati  Istat  2015 si  delinea un quadro allarmante.

Per la  presidente di Syrio, Miriam Guana,  le ostetriche giocano  un ruolo fondamentale nella prevenzione degli abusi,  intercettando situazioni di maltrattamenti o violenze, in particolare da parte di coloro che lavorano nei consultori o presso il domicilio   delle gravide e delle puerpere. L’impegno delle ostetriche è anche quello di valorizzare, sostenere l’autodeterminazione delle donne,  la loro consapevolezza, la loro dignità, valori  fondamentali  per rafforzare  la presa di decisione di denunciare i soprusi subiti in famiglia, o dai loro partner.

Le ostetriche sia ospedaliere e sia territoriali si trovano a dover accogliere  ed assistere donne che hanno subito violenza, di ogni età, adulte e bambine.  In particolare le ostetriche entrano in relazione anche  con le donne straniere, popolazione femminile  ancora più fragile in cui la gestione del problema è  più delicato e complesso. Si ricorda che tra le donne straniere  il rischio  di abuso è ancora più elevato laddove la provenienza da culture in cui la libertà, l’autonomia e la possibilità di autodeterminazione della popolazione femminile  risulta decisamente limitata, quando non assente.

L’OMS fornisce agli operatori sanitari  linee guida per migliorare il loro intervento, come ad esempio  quelle contenute nel  clinica Ibook  “Health care for women subjected to intimate partner violence or sexual violence” http://www.who.int/reproductivehealth/publications/violence/en/; in esso vengono indicate  raccomandazioni su come devono essere applicate le procedure, le caratteristiche dei professionisti che devono possedere le opportune competenze,  la gestione del setting di accoglienza, il rispetto della privacy delle vittime e le modalità di raccolta  di prove legali quando è necessario.

L’OMS inoltre  sottolinea l’urgente bisogno di migliorare l’approccio al  problema con corsi di formazione clinica indirizzati ai professionisti sanitari.  La violenza alle donne rappresenta un contenuto formativo irrinunciabile per le ostetriche,  rientra tra gli obiettivi  del corso di laurea in Ostetrica e frequentemente trattato in convegni e congressi organizzati da ostetriche.